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Omega Estetica

Come si fa

Laser e luce pulsata in cabina: fototipo, sedute e regole

Il laser che brucia non è quasi mai un difetto della macchina: è un fototipo stimato a occhio, un’abbronzatura non dichiarata o una seduta fissata troppo presto.

9 minuti di lettura Aggiornata al 23 settembre 2026

In breve

  • Il fototipo si determina con un questionario prima della prima seduta, non a colpo d’occhio: decide apparecchio, parametri e rischi.
  • Fra una seduta e l’altra sulla stessa zona servono settimane, non giorni: circa un mese come riferimento, di più sulle gambe e verso la fine del ciclo.
  • La luce pulsata dell’estetista ha limiti scritti nel D.M. 206/2015, e l’indicazione d’uso è solo la depilazione estetica.

L’epilazione con laser e luce pulsata è il trattamento che più ha cambiato i conti dei centri estetici negli ultimi anni: un percorso di sedute pagato in anticipo, una clientela che torna per mesi, un apparecchio che rende molto se lavora. È anche il trattamento in cui un errore lascia un segno sulla pelle, e in cui la differenza fra un centro affidabile e uno improvvisato si vede prima di accendere la macchina.

Qui c’è quello che serve sapere in cabina: come si valuta il fototipo, ogni quanto si ripete la seduta, cosa chiedere alla cliente prima, cosa dice il decreto sugli apparecchi e cosa va scritto dopo ogni seduta. Le istruzioni del costruttore del tuo apparecchio vengono prima di tutto quello che segue.

01Il fototipo: la prima cosa da scrivere

Laser e luce pulsata funzionano perché la luce viene assorbita dalla melanina del pelo e trasformata in calore, che danneggia il follicolo. Il problema è che la melanina c’è anche nella pelle: più la pelle è scura, più energia assorbe, e più è alto il rischio di ustioni o macchie. Per questo il fototipo non è una curiosità, ma il dato da cui dipende tutto il resto.

FototipoCome reagisce al soleIn cabina
ISi scotta sempre, non si abbronzaPelle chiarissima: il limite di solito è il pelo, spesso chiaro
IISi scotta facilmente, si abbronza pocoBuon contrasto se il pelo è scuro
IIISi scotta a volte, si abbronza gradualmenteIl caso più comune, gestibile con quasi tutti gli apparecchi
IVSi scotta raramente, si abbronza beneParametri più prudenti, attenzione all’abbronzatura
VSi scotta molto raramente, pelle scuraServono apparecchi e parametri adatti
VINon si scotta, pelle molto scuraSolo con tecnologie indicate dal costruttore per questo fototipo
La classificazione di Fitzpatrick. Si stabilisce con un questionario — colore di pelle, occhi e pelo, reazione al sole — e si registra in scheda.

In linea generale, i laser ad alessandrite (755 nm) si usano sulle pelli chiare, i diodi (intorno agli 800–810 nm) su un intervallo ampio di fototipi, e i laser Nd:YAG (1064 nm) sono quelli considerati più adatti ai fototipi scuri, perché la luce viene assorbita meno dalla pelle. Quale fototipo può trattare il tuo apparecchio, e con che parametri, lo dice il suo manuale: è quello il riferimento, non una tabella generica.

02Quante sedute, e a che distanza

Il pelo cresce a cicli, e la luce agisce solo sui follicoli nella fase attiva. Per questo servono più sedute, distanziate: ripetere troppo presto non accelera il risultato, aumenta solo lo stress sulla pelle. La scheda del D.M. 206/2015 sul laser per depilazione, come riportata nella guida agli apparecchi di Confartigianato Sondrio, indica che servono tipicamente circa dieci sedute a distanza di circa un mese sulla stessa zona.

ZonaIntervallo indicativoPrezzo indicativo a seduta
Viso (baffetto, mento)4–6 settimane, a volte meno all’inizio30–50 €
Ascelle4–6 settimane30–50 €
Inguine4–6 settimane50–80 €
Gambe intere + inguine + ascelle6–8 settimane, fino a 8–10 verso fine ciclo120–180 €
Luce pulsata, per zona4–6 settimane50–150 €
Fasce medie italiane di settore; al Sud i prezzi sono sensibilmente più bassi. Gli intervalli vanno adattati alle indicazioni del costruttore e alla risposta della cliente.
  • Il percorso si vende a sedute, di solito da 6 a 10, spesso con uno sconto del 20–30% rispetto alla seduta singola.
  • L’intervallo minimo è un vincolo, non un suggerimento: la seduta successiva non si fissa prima, nemmeno se la cliente insiste perché parte per le vacanze.
  • Verso la fine del ciclo gli intervalli si allungano; dopo il percorso, qualche seduta di mantenimento all’anno.
  • Una zona per volta si valuta a sé: il viso e le gambe non vanno sulla stessa cadenza anche se la cliente è la stessa.

03Prima e dopo la seduta: le domande che non si saltano

  1. 1

    Anamnesi aggiornata

    Gravidanza e allattamento, farmaci, malattie della pelle, herpes ricorrente nella zona, tumori cutanei, nei numerosi o cambiati, tatuaggi nella zona da trattare. Una casella per voce, non un campo note.

  2. 2

    Farmaci fotosensibilizzanti

    Alcuni antibiotici, i retinoidi, alcuni diuretici e prodotti come l’iperico possono rendere la pelle più sensibile alla luce. Se la cliente ne assume, la decisione non è tua: si rimanda e la si invita a sentire il medico.

  3. 3

    Sole e autoabbronzante

    Niente esposizione intensa né lampade nelle settimane prima e dopo la seduta, e niente autoabbronzante sulla zona: molti costruttori indicano da due a quattro settimane. La pelle abbronzata assorbe più luce e si scotta.

  4. 4

    Come si prepara la zona

    Il pelo si rade il giorno prima, non si strappa: ceretta, pinzetta ed epilatore tolgono proprio il bersaglio del trattamento. Pelle pulita, senza creme né deodorante.

  5. 5

    Test su una piccola zona

    Alla prima seduta, o con un apparecchio nuovo, una prova su una piccola area con i parametri previsti, valutata dopo qualche giorno prima di trattare tutta la zona.

  6. 6

    Dopo la seduta

    Il rossore e un leggero gonfiore attorno ai follicoli sono frequenti e passano; bolle, croste o dolore persistente no, e vanno visti da un medico. Protezione solare alta sulla zona e niente calore intenso (sauna, bagno turco) nei giorni successivi.

Come si costruisce un’anamnesi che si rilegge da sola prima di ogni seduta è in scheda cliente e anamnesi.

04Cosa dice il decreto, e cosa si scrive dopo ogni seduta

Gli apparecchi che l’estetista può usare sono quelli elencati dal D.M. 110/2011, modificato dal D.M. 206/2015, che per ogni categoria ha una scheda tecnico-informativa con caratteristiche, modalità d’uso, precauzioni e controindicazioni. Per la luce pulsata e per il laser le schede fissano limiti precisi.

Luce pulsata (IPL) — scheda del decretoLimite
Lunghezza d’ondaFra 600 e 1200 nm
Durata dell’impulsoFra 2 e 50 ms
Fluenza massima con raffreddamento a 10 °C26 J/cm²
Fluenza massima senza raffreddamento13 J/cm²
Indicazione d’usoSolo depilazione estetica: il fotoringiovanimento non è consentito all’estetista
Sono requisiti dell’apparecchio, garantiti dal costruttore con la sua dichiarazione di conformità. Chi lo usa li rispetta non superando i parametri previsti.
  • Formazione: per il laser la scheda chiede operatrici formate dal costruttore o da un altro ente competente. L’attestato va conservato, operatrice per operatrice.
  • Protezione degli occhi: occhiali adatti alla lunghezza d’onda, per la cliente e per l’operatrice, sempre.
  • Sicurezza del luogo di lavoro: per i laser delle classi più alte la valutazione del rischio da radiazioni ottiche va fatta da personale qualificato, nell’ambito della sicurezza sul lavoro. Chiedi al tuo consulente della sicurezza se il tuo apparecchio ci rientra.
  • Manutenzione: i controlli periodici sono quelli indicati dal costruttore, e vanno registrati con la data.
  • Informazione e consenso: gli apparecchi si usano su clienti informate su procedura, risultati attesi, controindicazioni e rischi, e consenzienti. Il consenso scritto e firmato è il modo per dimostrarlo.

Il diario di ogni seduta

  • Data, operatrice e apparecchio (con la matricola, se ne hai più d’uno).
  • Zona trattata.
  • Parametri usati: fluenza, spot, durata dell’impulso, raffreddamento, lunghezza d’onda se l’apparecchio ne ha più d’una.
  • Colore e spessore del pelo, reazione osservata alla fine.
  • Cosa cambiare la volta successiva.

Il quadro completo delle regole sugli apparecchi — registro, conformità, manutenzione, formazione — è in apparecchi estetici e D.M. 206/2015.

Con Omega

Il laser controllato prima della cabina

  • Fototipo calcolato dal questionario di Fitzpatrick e anamnesi a caselle, compilabile dalla cliente da casa.
  • Semaforo sull’appuntamento: controindicazioni dell’anamnesi incrociate con l’apparecchio, consenso firmato, operatrice abilitata, manutenzione non scaduta.
  • Diario delle sedute con zona e parametri — fluenza, spot, impulso — ritrovabile dalla collega che riprende la cliente.
  • Richiamo della seduta successiva sul ritmo del trattamento, e agenda che non prenota lo stesso apparecchio due volte.

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Dubbi

Domande frequenti

Ogni quanto si fa una seduta di laser?
Sulla stessa zona, come riferimento, circa ogni quattro-sei settimane: il decreto parla di circa un mese. Sulle gambe e verso la fine del percorso gli intervalli si allungano a sei-otto settimane e oltre. Ripetere prima non accelera il risultato.
Quante sedute servono?
In genere da sei a dieci per zona, a seconda del fototipo, del colore e dello spessore del pelo, della zona e dell’apparecchio. Dopo il percorso possono servire sedute di mantenimento. Promettere un numero preciso alla consulenza è un rischio: meglio una forbice e una verifica a metà.
Si può fare il laser d’estate?
Sulle zone coperte e su una pelle non abbronzata, con molta attenzione, sì; su una pelle abbronzata o che verrà esposta al sole nelle settimane successive no. È il motivo per cui la maggior parte dei percorsi comincia in autunno.
L’estetista può fare il fotoringiovanimento con la luce pulsata?
No. La scheda del D.M. 206/2015 sulla luce pulsata prevede come indicazione d’uso la depilazione estetica; il fotoringiovanimento non rientra fra gli usi consentiti all’estetista.
Serve un consenso scritto per il laser?
Il decreto chiede che la cliente sia informata e consenziente; non impone espressamente la forma scritta. Il consenso firmato è però l’unico modo per dimostrare di averla informata, ed è una pratica che nessun centro serio salta.

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