In breve
- L’anamnesi va fatta di voci precise, non di un campo note: solo così si può incrociare con il trattamento.
- Il fototipo va registrato prima di laser, luce pulsata e lampade, e la cliente va rifatta se qualcosa cambia.
- Il consenso informato è la prova che la cliente sapeva: le norme sugli apparecchi chiedono che sia informata e consenziente.
L’estetista non fa diagnosi e non cura: è la legge stessa a escludere dall’attività le prestazioni con finalità terapeutica. Proprio per questo deve sapere quando fermarsi. Un apparecchio che scalda, una corrente, una luce, una colla vicino agli occhi sono trattamenti sicuri per quasi tutte, e sconsigliati o vietati per alcune. L’anamnesi è lo strumento con cui si capisce in quale gruppo sta la cliente che hai davanti.
La scheda serve anche dopo: a ripetere un trattamento riuscito, a capire perché uno non ha reso, e a dimostrare, se serve, come ti sei comportata. Qui c’è cosa scrivere, come usarlo e ogni quanto aggiornarlo.
01Cosa chiedere nell’anamnesi
Le voci che non possono mancare
- Gravidanza in corso o allattamento.
- Pacemaker, defibrillatori o altri dispositivi elettronici impiantati.
- Protesi, placche o viti metalliche, e in quale zona.
- Farmaci in uso, in particolare quelli fotosensibilizzanti e gli anticoagulanti.
- Allergie note: lattice, nichel, cianoacrilati (colla delle ciglia), coloranti come la PPD, profumi.
- Patologie della pelle: herpes ricorrente, dermatiti, psoriasi, cheloidi, vitiligine.
- Tumori della pelle presenti o passati, nei numerosi o che cambiano.
- Problemi circolatori: trombosi, flebiti, varici importanti.
- Diabete, epilessia, disturbi della sensibilità.
- Esposizione al sole o lampade recenti, autoabbronzante.
- Trattamenti medici estetici recenti (filler, peeling medici, laser medicali).
Ogni voce deve avere una risposta esplicita — sì, no, non so — con la data in cui è stata data. «Nulla da segnalare» scritto a mano in fondo al foglio non dice se la domanda sul pacemaker è stata fatta. La cliente può compilare l’anamnesi da casa prima della prima visita: si risparmia tempo di cabina e le risposte risultano dichiarate da lei. Le tue osservazioni sulla pelle, invece, restano tue, in una parte separata.
02Dalle risposte ai trattamenti: le controindicazioni
Le controindicazioni di ciascuna famiglia di apparecchi sono indicate nelle schede tecnico-informative del D.M. 206/2015 e nel manuale del costruttore: sono quelle, e non una tabella generica, a fare fede. La tabella qui sotto riassume i casi più frequenti per orientarsi.
| Condizione dichiarata | Trattamenti da non fare o da valutare con il medico |
|---|---|
| Gravidanza | Lampade abbronzanti (vietate), laser e luce pulsata, radiofrequenza, elettrostimolazione, pressoterapia |
| Pacemaker o dispositivi impiantati | Elettrostimolazione, radiofrequenza e altri apparecchi a corrente |
| Protesi metalliche | Radiofrequenza sulla zona della protesi |
| Farmaci fotosensibilizzanti | Laser, luce pulsata, lampade: rimandare e sentire il medico |
| Herpes in fase attiva | Trattamenti sulla zona, laser sul viso |
| Tumori della pelle, anche pregressi | Lampade abbronzanti (vietate); laser e luce sulla zona solo con parere medico |
| Trombosi o flebiti | Pressoterapia, massaggi drenanti |
| Pelle abbronzata di recente | Laser e luce pulsata: rimandare |
| Allergia ai cianoacrilati | Extension ciglia con colla tradizionale |
03Fototipo e patch test
Il fototipo di Fitzpatrick classifica la pelle in base a come reagisce al sole. È il dato che decide i parametri del laser e della luce pulsata, e il primo filtro per le lampade abbronzanti. Si ricava con un questionario breve (colore della pelle e degli occhi, lentiggini, come reagisce al sole) e va registrato prima della prima seduta, non stimato a occhio.
| Fototipo | Come reagisce al sole | Nota per la cabina |
|---|---|---|
| I | Si scotta sempre, non si abbronza | Lampade abbronzanti vietate dal D.M. 110/2011 |
| II | Si scotta facilmente, si abbronza poco | Lampade sconsigliate; laser con parametri prudenti |
| III | A volte si scotta, si abbronza gradualmente | Il caso più comune in Italia |
| IV | Si scotta raramente, si abbronza bene | Laser adatto a pelle olivastra |
| V | Si scotta molto raramente, pelle scura | Lunghezze d’onda specifiche, test obbligatorio in pratica |
| VI | Non si scotta, pelle molto scura | Solo apparecchi e parametri indicati dal costruttore |
Il patch test è una prova su una piccola zona prima del trattamento vero: si fa per la colla e i prodotti delle ciglia, per le tinte, e per il laser e la luce pulsata (la prova su una zona ridotta). Non c’è una legge generale che lo imponga a tutti i trattamenti: lo prescrivono le istruzioni dei produttori, spesso con un’attesa di 48 ore prima dell’applicazione. Va registrato con data, prodotto o parametri, esito e operatrice. Un patch test fatto e non scritto, in caso di problemi, è un patch test che non c’è. Su ciglia e laser: extension e laminazione e laser e luce pulsata.
04Il diario delle sedute e il consenso informato
| Nel diario di ogni seduta | Perché |
|---|---|
| Data, operatrice, cabina | Chi ha fatto cosa, se serve ricostruirlo |
| Apparecchio e matricola | Collega la seduta alla macchina e alle sue manutenzioni |
| Zona trattata | Serve a rispettare gli intervalli sulla stessa zona |
| Parametri (fluenza, spot, durata dell’impulso) | La seduta successiva riparte da lì, anche con un’altra operatrice |
| Prodotti usati e lotto | Se c’è una reazione, si risale al prodotto |
| Reazioni osservate | Arrossamento, fastidio: cambiano i parametri della volta dopo |
| Foto prima e dopo | Solo con il consenso specifico, conservate separate |
Il consenso informato chiude il cerchio. Le schede del D.M. 206/2015 dicono che gli apparecchi vanno usati su persone consenzienti e adeguatamente informate su procedura, finalità, risultati attesi, controindicazioni e rischi. Il decreto non impone la forma scritta, ma un consenso firmato, con il testo che la cliente ha letto e la data, è l’unico modo di dimostrare che l’informazione c’è stata. Serve un modello per famiglia di trattamento, con una versione: se cambi il testo, le firme vecchie restano legate al testo che la cliente ha firmato.
- 1
Prima visita
Anamnesi completa, fototipo, eventuale patch test, consenso informato per il trattamento.
- 2
Ogni visita
Una domanda sola: «è cambiato qualcosa dall’ultima volta?» — gravidanza, farmaci nuovi, sole.
- 3
Ogni 12 mesi
Anamnesi riconfermata per intero: chi non la aggiorna da un anno ha una scheda che non protegge nessuno.
- 4
Nuovo apparecchio o nuovo trattamento
Nuovo consenso informato per quella famiglia di trattamento.
Con Omega
La cartella che si rilegge da sola
- Anamnesi a caselle, fototipo dal questionario di Fitzpatrick, allergie, farmaci e patch test con la loro validità, in una pagina sola.
- La cliente compila e firma dal suo link prima di venire; ogni anno il gestionale le chiede se è cambiato qualcosa.
- Il semaforo incrocia l’anamnesi con l’apparecchio prenotato e ti avvisa la mattina, non con la cliente sul lettino.
- Diario delle sedute con zona e parametri, foto prima e dopo solo con la liberatoria, consensi separati con il testo congelato alla firma.


