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Omega Estetica

Come si fa

Scheda cliente e anamnesi: cosa chiedere prima della cabina

La cliente ha scritto «protesi al ginocchio» sei mesi fa. Oggi ha una radiofrequenza alle gambe. Se quella riga è in un raccoglitore, nessuno la rileggerà in tempo.

8 minuti di lettura Aggiornata al 23 settembre 2026

In breve

  • L’anamnesi va fatta di voci precise, non di un campo note: solo così si può incrociare con il trattamento.
  • Il fototipo va registrato prima di laser, luce pulsata e lampade, e la cliente va rifatta se qualcosa cambia.
  • Il consenso informato è la prova che la cliente sapeva: le norme sugli apparecchi chiedono che sia informata e consenziente.

L’estetista non fa diagnosi e non cura: è la legge stessa a escludere dall’attività le prestazioni con finalità terapeutica. Proprio per questo deve sapere quando fermarsi. Un apparecchio che scalda, una corrente, una luce, una colla vicino agli occhi sono trattamenti sicuri per quasi tutte, e sconsigliati o vietati per alcune. L’anamnesi è lo strumento con cui si capisce in quale gruppo sta la cliente che hai davanti.

La scheda serve anche dopo: a ripetere un trattamento riuscito, a capire perché uno non ha reso, e a dimostrare, se serve, come ti sei comportata. Qui c’è cosa scrivere, come usarlo e ogni quanto aggiornarlo.

01Cosa chiedere nell’anamnesi

Le voci che non possono mancare

  • Gravidanza in corso o allattamento.
  • Pacemaker, defibrillatori o altri dispositivi elettronici impiantati.
  • Protesi, placche o viti metalliche, e in quale zona.
  • Farmaci in uso, in particolare quelli fotosensibilizzanti e gli anticoagulanti.
  • Allergie note: lattice, nichel, cianoacrilati (colla delle ciglia), coloranti come la PPD, profumi.
  • Patologie della pelle: herpes ricorrente, dermatiti, psoriasi, cheloidi, vitiligine.
  • Tumori della pelle presenti o passati, nei numerosi o che cambiano.
  • Problemi circolatori: trombosi, flebiti, varici importanti.
  • Diabete, epilessia, disturbi della sensibilità.
  • Esposizione al sole o lampade recenti, autoabbronzante.
  • Trattamenti medici estetici recenti (filler, peeling medici, laser medicali).

Ogni voce deve avere una risposta esplicita — sì, no, non so — con la data in cui è stata data. «Nulla da segnalare» scritto a mano in fondo al foglio non dice se la domanda sul pacemaker è stata fatta. La cliente può compilare l’anamnesi da casa prima della prima visita: si risparmia tempo di cabina e le risposte risultano dichiarate da lei. Le tue osservazioni sulla pelle, invece, restano tue, in una parte separata.

02Dalle risposte ai trattamenti: le controindicazioni

Le controindicazioni di ciascuna famiglia di apparecchi sono indicate nelle schede tecnico-informative del D.M. 206/2015 e nel manuale del costruttore: sono quelle, e non una tabella generica, a fare fede. La tabella qui sotto riassume i casi più frequenti per orientarsi.

Condizione dichiarataTrattamenti da non fare o da valutare con il medico
GravidanzaLampade abbronzanti (vietate), laser e luce pulsata, radiofrequenza, elettrostimolazione, pressoterapia
Pacemaker o dispositivi impiantatiElettrostimolazione, radiofrequenza e altri apparecchi a corrente
Protesi metallicheRadiofrequenza sulla zona della protesi
Farmaci fotosensibilizzantiLaser, luce pulsata, lampade: rimandare e sentire il medico
Herpes in fase attivaTrattamenti sulla zona, laser sul viso
Tumori della pelle, anche pregressiLampade abbronzanti (vietate); laser e luce sulla zona solo con parere medico
Trombosi o flebitiPressoterapia, massaggi drenanti
Pelle abbronzata di recenteLaser e luce pulsata: rimandare
Allergia ai cianoacrilatiExtension ciglia con colla tradizionale
Riassunto orientativo. In presenza di dubbi su condizioni patologiche, la premessa alle schede del decreto indica il coinvolgimento del medico di fiducia.

03Fototipo e patch test

Il fototipo di Fitzpatrick classifica la pelle in base a come reagisce al sole. È il dato che decide i parametri del laser e della luce pulsata, e il primo filtro per le lampade abbronzanti. Si ricava con un questionario breve (colore della pelle e degli occhi, lentiggini, come reagisce al sole) e va registrato prima della prima seduta, non stimato a occhio.

FototipoCome reagisce al soleNota per la cabina
ISi scotta sempre, non si abbronzaLampade abbronzanti vietate dal D.M. 110/2011
IISi scotta facilmente, si abbronza pocoLampade sconsigliate; laser con parametri prudenti
IIIA volte si scotta, si abbronza gradualmenteIl caso più comune in Italia
IVSi scotta raramente, si abbronza beneLaser adatto a pelle olivastra
VSi scotta molto raramente, pelle scuraLunghezze d’onda specifiche, test obbligatorio in pratica
VINon si scotta, pelle molto scuraSolo apparecchi e parametri indicati dal costruttore

Il patch test è una prova su una piccola zona prima del trattamento vero: si fa per la colla e i prodotti delle ciglia, per le tinte, e per il laser e la luce pulsata (la prova su una zona ridotta). Non c’è una legge generale che lo imponga a tutti i trattamenti: lo prescrivono le istruzioni dei produttori, spesso con un’attesa di 48 ore prima dell’applicazione. Va registrato con data, prodotto o parametri, esito e operatrice. Un patch test fatto e non scritto, in caso di problemi, è un patch test che non c’è. Su ciglia e laser: extension e laminazione e laser e luce pulsata.

04Il diario delle sedute e il consenso informato

Nel diario di ogni sedutaPerché
Data, operatrice, cabinaChi ha fatto cosa, se serve ricostruirlo
Apparecchio e matricolaCollega la seduta alla macchina e alle sue manutenzioni
Zona trattataServe a rispettare gli intervalli sulla stessa zona
Parametri (fluenza, spot, durata dell’impulso)La seduta successiva riparte da lì, anche con un’altra operatrice
Prodotti usati e lottoSe c’è una reazione, si risale al prodotto
Reazioni osservateArrossamento, fastidio: cambiano i parametri della volta dopo
Foto prima e dopoSolo con il consenso specifico, conservate separate

Il consenso informato chiude il cerchio. Le schede del D.M. 206/2015 dicono che gli apparecchi vanno usati su persone consenzienti e adeguatamente informate su procedura, finalità, risultati attesi, controindicazioni e rischi. Il decreto non impone la forma scritta, ma un consenso firmato, con il testo che la cliente ha letto e la data, è l’unico modo di dimostrare che l’informazione c’è stata. Serve un modello per famiglia di trattamento, con una versione: se cambi il testo, le firme vecchie restano legate al testo che la cliente ha firmato.

  1. 1

    Prima visita

    Anamnesi completa, fototipo, eventuale patch test, consenso informato per il trattamento.

  2. 2

    Ogni visita

    Una domanda sola: «è cambiato qualcosa dall’ultima volta?» — gravidanza, farmaci nuovi, sole.

  3. 3

    Ogni 12 mesi

    Anamnesi riconfermata per intero: chi non la aggiorna da un anno ha una scheda che non protegge nessuno.

  4. 4

    Nuovo apparecchio o nuovo trattamento

    Nuovo consenso informato per quella famiglia di trattamento.

Con Omega

La cartella che si rilegge da sola

  • Anamnesi a caselle, fototipo dal questionario di Fitzpatrick, allergie, farmaci e patch test con la loro validità, in una pagina sola.
  • La cliente compila e firma dal suo link prima di venire; ogni anno il gestionale le chiede se è cambiato qualcosa.
  • Il semaforo incrocia l’anamnesi con l’apparecchio prenotato e ti avvisa la mattina, non con la cliente sul lettino.
  • Diario delle sedute con zona e parametri, foto prima e dopo solo con la liberatoria, consensi separati con il testo congelato alla firma.

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Dubbi

Domande frequenti

L’anamnesi è obbligatoria per un centro estetico?
Non esiste una norma che imponga un modulo preciso, ma le schede del D.M. 206/2015 chiedono che la cliente sia informata su controindicazioni e rischi e che, in caso di dubbi su condizioni patologiche, sia coinvolto il medico. Senza un’anamnesi non puoi sapere se c’è una controindicazione: in pratica è il presupposto per lavorare con gli apparecchi.
Ogni quanto va aggiornata l’anamnesi?
Una domanda breve a ogni visita («è cambiato qualcosa?») e una riconferma completa almeno una volta l’anno. Gravidanza, farmaci nuovi ed esposizione al sole cambiano in poche settimane: una scheda di due anni fa non dice niente di oggi.
Devo far firmare un consenso per ogni seduta?
No: il consenso informato si firma per il trattamento, alla prima seduta, e si rinnova se cambia il trattamento, l’apparecchio o il testo del modulo. A ogni seduta basta verificare che nulla sia cambiato nell’anamnesi.
Posso fare il laser a una cliente in gravidanza se lo chiede lei?
La gravidanza è indicata fra le controindicazioni di molti apparecchi, e la richiesta della cliente non la cancella. La risposta prudente è rimandare a dopo il parto e l’allattamento, dicendo il motivo. Per le lampade abbronzanti, in gravidanza, il divieto è di legge.

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