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Omega Estetica

Norme e obblighi

Privacy nel centro estetico: anamnesi, consensi e foto prima e dopo

L’anamnesi è un dato di salute e la foto prima e dopo, pubblicata, è un trattamento a sé. Un consenso unico che copre tutto sembra comodo, e non regge.

7 minuti di lettura Aggiornata al 23 settembre 2026

In breve

  • Anamnesi, allergie, gravidanza e farmaci sono dati relativi alla salute: per il GDPR sono categorie particolari, con regole più strette.
  • I consensi vanno tenuti separati: dati di salute per il trattamento, marketing, foto per uso interno, foto da pubblicare. Uno solo per tutto non basta.
  • Per le foto sui social serve un consenso specifico: il Garante ha sanzionato un centro di medicina estetica per un video su Instagram con il volto riconoscibile di un paziente.

Un centro estetico raccoglie ogni giorno dati che un negozio non tocca mai: se la cliente è in gravidanza, se ha un pacemaker, quali farmaci prende, se ha avuto un tumore della pelle. Sono informazioni necessarie per lavorare in sicurezza, e per il Regolamento europeo sulla protezione dei dati (GDPR) sono **dati relativi alla salute**, cioè categorie particolari dell’articolo 9.

A queste si aggiungono le foto prima e dopo, che servono a seguire un percorso e che molti centri vorrebbero pubblicare. Questa guida mette in fila le scelte da fare, distinguendo quello che è certo da quello che è una lettura prudente da confermare con un consulente privacy.

01L’anamnesi è un dato di salute

L’articolo 9 del GDPR vieta di trattare i dati relativi alla salute, salvo i casi che elenca. Uno di questi riguarda le finalità di cura svolte da professionisti sanitari; l’estetista però non è un professionista sanitario, e la legge sull’attività di estetista esclude proprio le finalità terapeutiche.

  • Raccogli solo quello che serve al trattamento: una domanda sulla gravidanza sì, una sul lavoro del marito no.
  • Aggiorna: un’anamnesi di due anni fa non protegge nessuno. Chiedi «è cambiato qualcosa?» a ogni visita o almeno una volta l’anno.
  • Distingui chi scrive: quello che dichiara la cliente e quello che osservi tu sulla pelle sono due cose diverse, e conviene che restino riconoscibili.

02Consensi separati: quali e perché

ConsensoA cosa serveSe la cliente dice no
Dati di salute per il trattamentoTenere anamnesi, allergie, fototipo e patch testNon si possono fare i trattamenti che li richiedono
Marketing (SMS, WhatsApp, email)Promozioni, auguri, campagneRicevi solo i messaggi di servizio, come i promemoria
Foto per uso internoSeguire il percorso con le foto prima e dopoIl percorso si segue con misure e note
Foto da pubblicareUsare le immagini su sito e socialLe foto restano interne
Ogni consenso si dà e si revoca per conto suo. Il sì alla scheda non vale come sì a Instagram.
  1. 1

    Scrivi un’informativa chiara

    Chi tratta i dati, per quali scopi, per quanto tempo, chi li vede, come si esercitano i diritti.

  2. 2

    Fai firmare i consensi uno per uno

    Caselle separate, con la data. Un modulo con una sola firma in fondo per tutto non dimostra un consenso specifico.

  3. 3

    Conserva il testo firmato

    Se cambi il modulo, le clienti che hanno firmato prima restano legate al testo di allora.

  4. 4

    Rendi facile la revoca

    La cliente può ritirare un consenso quando vuole, e da quel momento non lo usi più.

Il consenso informato al trattamento — quello che dice alla cliente cosa le farai, con risultati attesi e rischi — è un documento ancora diverso, legato all’apparecchio e al trattamento: se ne parla in apparecchi estetici e D.M. 206/2015.

03Foto prima e dopo e social

  • Consenso scritto e specifico per la pubblicazione, distinto da quello per le foto interne.
  • Riconoscibile o no: chiedi se la cliente accetta di essere riconoscibile o solo in forma anonima (zona trattata, volto coperto). Sono due consensi diversi.
  • Dove: sito, profilo Instagram, pubblicità a pagamento. Se lo scrivi nel consenso, la cliente sa cosa sta accettando.
  • Revoca: se la cliente ci ripensa, la foto si toglie. Quello che è già stato condiviso da altri non si controlla, e va detto prima.
  • Telefoni personali: le foto delle clienti non dovrebbero stare nella galleria del telefono di un’operatrice, mescolate alle vacanze.

Un buon risultato prima e dopo vende più di qualsiasi promozione, e proprio per questo è la tentazione più comune. La regola pratica: nessuna foto esce dal centro senza la firma dedicata della cliente, e senza che lei abbia visto quale foto.

04Chi vede la scheda, per quanto e le minorenni

TemaCosa fare
Chi vede l’anamnesiSolo chi lavora sulla cliente. La reception fissa appuntamenti senza leggere i dati di salute.
Dove stanno i fogliIn un armadio chiuso, non in un raccoglitore sul bancone.
Per quanto si conservanoNessuna norma di settore fissa un termine: si sceglie, si motiva e si scrive nell’informativa.
Richieste della clienteAccesso, copia, rettifica, cancellazione: risposta entro un mese.
Clienti non più attiveAllo scadere del termine scelto, cancellazione o anonimizzazione.
  • Solarium: per le minori di 18 anni c’è un divieto assoluto di legge, senza eccezioni. Le regole sono in solarium e lampade abbronzanti.
  • Altri trattamenti: non c’è una norma nazionale specifica. Una minorenne però non conclude contratti da sola, quindi il consenso di chi esercita la responsabilità genitoriale è una buona pratica forte, con documento.
  • Trattamenti durevoli come laser o trucco permanente: è prudente la firma di entrambi i genitori.
  • Tatuaggio e trucco permanente: sono regolati da leggi regionali, alcune con limiti di età propri. Verifica le regole della tua Regione.

Con Omega

Consensi separati, come vuole il Garante

  • Privacy, dati di salute, consenso al trattamento, foto e social, minori: firme separate col dito sul tablet o dal link della cliente.
  • Il testo resta congelato com’era al momento della firma, ritrovabile per cliente.
  • Le foto prima e dopo si caricano solo se la liberatoria c’è.
  • L’anamnesi la vede solo chi ha il permesso sulle cartelle: la reception prende appuntamenti senza leggere i dati di salute.

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Dubbi

Domande frequenti

Serve il consenso della cliente per tenere l’anamnesi?
L’anamnesi contiene dati relativi alla salute. Per un centro estetico, che non è una struttura sanitaria, la base più solida è il consenso esplicito della cliente raccolto separatamente dagli altri. È la lettura più prudente: confrontati con un consulente privacy per la tua informativa.
Posso pubblicare le foto prima e dopo se la cliente è d’accordo a voce?
Meglio di no. Serve un consenso specifico per la pubblicazione, distinto da quello per le foto interne, e conviene averlo per iscritto: è l’unico modo per dimostrarlo. Il Garante ha sanzionato un centro di medicina estetica proprio per un video pubblicato senza un consenso specifico.
Per quanto tempo devo conservare le schede delle clienti?
Nessuna norma di settore fissa un termine. Si sceglie un periodo motivato — per esempio allineato ai dieci anni della prescrizione contrattuale, per potersi difendere — si scrive nell’informativa e alla scadenza si cancella o si anonimizza.
Una receptionist può vedere le schede delle clienti?
Può vedere quello che le serve per fissare appuntamenti e incassare: nome, contatti, storico degli appuntamenti. L’anamnesi e i dati di salute dovrebbero vederli solo le operatrici che lavorano sulla cliente.
Posso fare una ceretta a una ragazza di 16 anni?
Non c’è un divieto nazionale come per il solarium. Poiché una minorenne non conclude contratti da sola, la buona pratica è raccogliere il consenso di chi esercita la responsabilità genitoriale, con documento; per trattamenti durevoli come il laser è prudente la firma di entrambi i genitori.

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